Sistema di precompressione Favini

1951
Attrezzatura per strutture precompresse “sistema Favini”

Brevetto d’invenzione n. 482296 del 18.12.1951

«… L’attrezzatura di cui trattasi si compone di ghiere per l’ancoraggio dei fili e di un martinetto a doppio effetto, con corona esterna equilibratrice, per il tiro contemporaneo di un gruppo di sei fili. La ghiera tipo è formata da un nucleo di ghisa nodulare, cerchiata in acciaio, recante un foro centrale opportunamente sagomato, recante un foro centrale troncoconico (base superiore diam. 24 mm, base inferiore 19 mm) con tre scanalature a gola a sezione trapezia. La gola ha un’ampiezza di base inferiore alla somma dei diametri dei due fili di 5 mm di diametro, per cui questi ultimi non possono adagiarsi sul fondo della gola stessa se non fortemente compressi e deformati. Una spina di bloccaggio troncoconica, di acciaio dolce, assicura per attrito sulle pareti della gola stessa l’ancoraggio dei tondini. Poiché la larghezza di base della gola, come detto sopra, è inferiore alla somma dei diametri dei fili, tutti i fili o sono a contatto diretto con la spina di acciaio o sono premuti dal vicino filo alloggiato nella stessa gola. Quindi i fili avranno tutti e sei necessariamente una generatrice a contatto con la parete della gola. La forza componente perpendicolare alla superficie della gola stessa assicura per attrito l’ancoraggio. Nella fase preliminare del tiro, anche in virtù di un opportuno guida-fili, i fili stessi si disporranno come nel particolare…

… Il martinetto per la tesatura dei fili è a doppio effetto. I fili uscenti dalla ghiera si ancorano a coppie, mediante forzamento di apposite chiavette, su una corona circolare che si appoggia tramite uno snodo sferico sulla parte centrale del martinetto stesso. La corona servirà ad equilibrare eventuali disuniformità dei fili. Il bloccaggio dei fili sulla ghiera avviene per forzamento del maschio troncoconico entro il corrispondente foro centrale. In una prima fase del bloccaggio, il maschio scorrerà sui fili, poi forzerà sugli stessi incastrandoli profondamente fra le pareti degli alloggiamenti. La posizione finale troverà i sei fili affiancati e costretti fra il cuneo di acciaio dolce e le pareti di ghisa…

… Alla luce di quanto sopra esposto, riteniamo che il principale vantaggio della ghiera testé descritta sia quello di assicurare un’ottima tenuta dei fili con un dispositivo la cui lavorazione non richieda particolari finiture o rettifiche. Le pareti degli alloggiamenti sono infatti grezze di fusione e non abbisognano di ulteriore trattamento meccanico. I due fili del diametro di 5 mm costretti entro l’incavo per il gioco delle diverse durezze fra pareti di ghisa e chiavetta di acciaio dolce, si ancorano sia per attrito che per effetto plastico…

… Dall’insieme dei risultati sopra riportati si possono desumere le seguenti considerazioni: l’efficacia del bloccaggio ottenuto col dispositivo esaminato sembra assai soddisfacente. Si rileva che la caduta di tensione determinata dall’assestamento del dispositivo del bloccaggio risulta relativamente moderata, il che potrebbe risultare particolarmente vantaggioso per la messa in tensione di cavi corti quali vengono ad esempio usati per la solidarizzazione di elementi prefabbricati o per la creazione di precompressioni su zone limitate di strutture iperstatiche; la tenuta nel tempo del bloccaggio è da considerarsi eccellente; le tensioni che si sviluppano nella ghiera all’atto del bloccaggio sono moderate e garantiscono un largo margine di sicurezza. La cerchiatura in acciaio sembra peraltro atta ad eliminare gli eventuali dubbi che potrebbe far sorgere l’impiego di ghisa nodulare per il nucleo centrale; le prove di fatica eseguite hanno dimostrato che i fili non subiscono all’atto del bloccaggio un indebolimento pericoloso, suscettibile di ridurre i margini di sicurezza disponibili.
L’insieme di queste osservazioni permette quindi di concludere: le attrezzature in oggetto, usate con gli accorgimenti che lo stesso progettista prescrive, sono atte ad assicurare in modo soddisfacente la messa in tensione ed il bloccaggio di armature, composte di gruppi di sei fili di acciaio ad alto limite elastico, da usarsi entro strutture di cemento armato precompresso…».

Da: Cesare Castiglia, Un nuovo tipo di attrezzatura per strutture precompresse, in “Giornale del Genio Civile”, n. 1, gennaio 1954, Roma.

  • Anno
    1951
  • Architetto
    Aldo Favini

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